EUROPA: SOSTANZE PERICOLOSE

La Decisione 2010/571/UE della Commissione, del 24 settembre 2010, che modifica, adeguandolo al progresso scientifico e tecnico, l'allegato della direttiva 2002/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le esenzioni relative alle applicazioni contenenti piombo, mercurio, cadmio, cromo esavalente, bifenili polibromurati o eteri di difenile polibromurato è pubblicata sulla GUUE L251 del 25.910.

(articolo tratto da http://www.borsarifiuti.com)

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Ci sono ancora 110 milioni di euro di incentivi green

Le risorse residue del piano governativo di incentivi green, varato in aprile per sostenere i consumi, sono state rimesse in circolo liberando circa 110 milioni di euro. Il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, ha firmato il decreto con cui sono riassegnati i fondi ancora disponibili per il sostegno della domanda finalizzata a obiettivi di efficienza energetica, eco compatibilità e miglioramento della sicurezza sul lavoro. Allo stesso tempo è stata anche avviata la procedura di pagamento dei contributi spettanti ai rivenditori.
“La misura di sostegno ai consumi si è dimostrata un successo – afferma il ministro Romani: – ben quattro dei dieci settori economici interessati agli incentivi hanno esaurito le risorse loro destinate già a poche settimane dall’avvio del provvedimento”. A oggi risultano concessi oltre 925mila contributi, per un totale di 189 milioni di euro di risorse erogate sui 300 milioni messi a disposizione. “Con questa rimodulazione intendiamo consentire da parte dei consumatori il pieno e ottimale utilizzo delle risorse residue”, aggiunge il neo titolare dello Sviluppo economico.
A tal fine, è stato deciso di effettuare un’unica variazione compensativa tra tutti i settori che consentirà di far confluire tutte le risorse ancora non prenotate in una disponibilità comune ai settori stessi. Il fondo unico così costituito sarà reso disponibile per le prenotazioni dei rivenditori e consumatori a partire dal 3 novembre prossimo.
Per maggiori informazioni: incentivi2010.sviluppoeconomico.gov.it

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Buste di plastica addio per davvero

Finalmente è ufficiale: stop alle buste di plastica dal 1° gennaio 2011. Nessuna proroga, dunque, per l’uso dei sacchetti usa e getta, in recepimento della direttiva dell’Unione europea. L’annuncio è contenuto in una nota diffusa dal ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, e da quello dello Sviluppo economico, Paolo Romani, al termine del loro incontro. “Dal primo gennaio 2011, quindi – si legge nel comunicato – gli shopper di plastica saranno messi al bando”.
Le buste in questione sarebbero dovute andare in pensione già all’inizio di quest’anno, secondo il comma 1130 della Finanziaria 2007 che prevedeva il divieto di produrre e commercializzare sacchetti per la spesa realizzati con materiali non biodegradabili. Tuttavia, la manovra del 2007 aveva il “piccolo" difetto di non contenere i decreti attuativi e la relativa messa al bando è slittata di un anno, anche se ancora non si aveva la conferma ufficiale che arriva adesso, almeno a parole.
Per sensibilizzare l’opinione pubblica e abituare i cittadini, il governo ha previsto nel frattempo un programma che miri a contrarre in modo progressivo la produzione e l’uso di sacchetti di plastica tradizionali, per ridurre nel tempo la loro commercializzazione, fino ad arrivare allo stop definitivo. Per portare a buon fine questo intento, il governo ha stanziato un milione di euro, che sarà utilizzato anche per analizzare il ciclo di vita dei sacchetti biodegradabili e il funzionamento della distribuzione capillare delle nuove buste in Mater-Bi.
Soddisfatto il mondo della politica, cui appartiene il senatore Francesco Ferrante, responsabile per il Pd per le politiche relative ai cambiamenti climatici, che afferma: “La messa al bando dei sacchetti di plastica dal primo gennaio 2011 è il coronamento di una battaglia iniziata con la Finanziaria del 2007, quando un nostro emendamento aveva previsto che in Italia non venissero più prodotti gli shopper di plastica a partire dal 2010. Adesso anche l’Italia risparmieremo centinaia di migliaia di tonnellate di petrolio, e un milione di tonnellate in plastica non si riverserà più nell’ambiente”.
Anche gli ambientalisti gridano vittoria: “Da tempo chiediamo di vietare a livello nazionale la loro produzione e distribuzione – afferma in una nota il vicedirettore di Legambiente, Andrea Poggio. – L’Italia si pone finalmente all’avanguardia su questo fronte. E il provvedimento è di grande importanza anche per far progredire la raccolta differenziata dei rifiuti organici, per la quale la biodegradabilità dei sacchetti è indispensabile”.
Di diverso avviso Unionplast, l’associazione dei produttori di manufatti in plastica aderente a Confindustria, che consiglia al governo “una maggiore prudenza” e in una nota auspica che “il governo riveda le decisioni in merito alla messa al bando dei sacchetti di plastica, introducendo norme incentivanti per la produzione degli shopper con percentuali di plastica riciclata”.

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