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In caso di fusione societaria, gli obblighi di bonifica si trasmettono alla nuova società

La società che risulta dalla fusione o quella incorporante assumono i diritti e gli obblighi delle società estinte.

Si è pertanto concluso, con specifico riguardo alla tematica della tutela contro gli inquinamenti, che gli obblighi di messa in sicurezza e di bonifica, maturati a carico della società estinta, si trasmettono in capo alla società originata dalla fusione.

Tar Piemonte n. 674/2016

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Campionamento, trasporto e analisi dei gas interstiziali nei siti contaminati.

La valutazione dei rischi connessi alla presenza di sostanze pericolose, nell’ambito di una bonifica di un sito contaminato è molto spesso richiesta durante il procedimento autorizzativo. Lo studio della distribuzione delle concentrazioni delle sostanze contaminanti nei gas interstiziali del terreno (soil gas), e della loro variabilità temporale, può costituire un valido supporto alle attività di bonifica dei siti contaminati.  Esiste quindi un procedimento per cui avviene una migrazione di sostanze volatili pericolose, in genere di origine organica (COV), verso la superficie conseguentemente alla contaminazione del terreno e/o delle acque sotterranee, alterando i valori della qualità dell’aria con un rischio concreto per la salute e per la sicurezza.

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Linea Guida Operativa per il campionamento, il trasporto e l’analisi dei gas interstiziali nei siti contaminati

soil gasLa valutazione dei rischi connessi alla presenza di sostanze pericolose, nell’ambito di una bonifica di un sito contaminato è molto spesso richiesta durante il procedimento autorizzativo. Lo studio della distribuzione delle concentrazioni delle sostanze contaminanti nei gas interstiziali del terreno (soil gas), e della loro variabilità temporale, può costituire un valido supporto alle attività di bonifica dei siti contaminati.  Esiste quindi un procedimento per cui avviene una migrazione di sostanze volatili pericolose, in genere di origine organica (COV), verso la superficie conseguentemente alla contaminazione del terreno e/o delle acque sotterranee, alterando i valori della qualità dell’aria con un rischio concreto per la salute e per la sicurezza.

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La mancata realizzazione della Discarica di Aminato di Cappella Cantone (CR) è una vittoria dei cittadini

CONTINUA LA LA BATTAGLIA PER LA MORATORIA DI TUTTE LE DISCARICHE D’AMIANTO.

DOPO LA CANCELLAZIONE DA PARTE DEL CONSIGLIO DI STATO DELL’AUTORIZZAZIONE A REALIZZARE LA DISCARICA NON ABBASSARE LA GUARDIA.
CONTINUA LA LA BATTAGLIA PER LA MORATORIA DI TUTTE LE DISCARICHE D’AMIANTO.

Dopo che i cittadini avevano già affossato definitivamente la realizzazione della discarica di amianto di Cappella Cantone in provincia di Cremona, grazie alle mobilitazioni, alle petizioni, ai convegni e all’esposto alla Procura (promosso SOLO ESCLUSIVAMENTE DA SINGOLI CITTADINI) che ha portato al SEQUESTRO dell’ex cava Retorto e all’arresto, tra gli altri, di Locatelli – proprietario della discarica – e di Rotondaro – dirigente dell’ARPA – e all’incriminazione dello stesso ex presidente della giunta regionale Formigoni, anche un’istituzione amministrativa (Consiglio di stato) ha sancito l’esistenza di alcune irregolarità nel procedimento autorizzativo.
Vergognosa, ipocrita e manipolatoria la posizione di chi vuole ricondurre questa vittoria solo al merito di alcune istituzioni o di alcuni amministratori o della stampa. Si ignora volutamente il ruolo dei cittadini che fin dall’inizio, senza esitazione o calcoli meschini, isolati dalla maggioranza dei politici e degli amministratori del territorio, presero posizione contro la discarica e portarono avanti la lotta contro il malaffare e le infiltrazioni mafiose legate allo smaltimento dei rifiuti e fecero della battaglia di Cappella Cantone una questione nazionale, portando per la prima volta all’attenzione pubblica la questione legata alle possibilità di riciclo del rifiuto amianto.
L’ottimismo sbandierato da alcuni amministratori locali dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato è fuorviante, se non un trucco per far abbassare la guardia ai cittadini.
L’annullamento dell’autorizzazione è sicuramente una cosa positiva, ma solo perché potrà essere utile, durante il processo, a fare chiarezza sulle gravi responsabilità dei dirigenti di REGIONE LOMBARDIA e di ARPA che hanno dato parere favorevole alla discarica e che, purtroppo, continuano a ricoprire ancora oggi lo stesso ruolo.
In realtà le battaglie contro la pericolosità dell’interramento dell’amianto non sono concluse, anzi devono continuare per richiedere la MORATORIA di tutte le discariche e la sperimentazione di metodi alternativi all’interramento, perché tra poco potrebbero proporre una discarica a poche decine di km da quella di Cappella Cantone.
Ricordiamo che la petizione popolare per la moratoria delle discariche di amianto giace da quasi due anni nei cassetti della Commissione Ambiente del Consiglio regionale (vedi link http://cittadinicontroamianto.blogspot.it/2013/06/aderisci-anche-tu-alla-moratoria-delle.html)
Ribadiamo le nostre richieste che rafforzeranno la campagna nazionale per la moratoria:

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