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Il traffico illegale di rifiuti

collaborazione internazionale. ChatGPT

Il traffico illegale di rifiuti, noto anche come traffico illecito di rifiuti o traffico di rifiuti pericolosi, si verifica quando i rifiuti vengono trasportati, smaltiti o trattati in violazione delle leggi e delle normative ambientali. Questa attività illegale può causare gravi danni all’ambiente, alla salute pubblica e all’ordine sociale, coinvolgendo spesso l’invio di rifiuti pericolosi o non pericolosi in luoghi non autorizzati o in paesi con normative meno rigide.

Ecco alcune caratteristiche e implicazioni del traffico illegale di rifiuti:

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Formazione RENTRI: Webinar per Associazioni di Categoria e Imprese

Il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI) è stato istituito per migliorare la gestione dei rifiuti, garantire maggiore trasparenza e facilitare il monitoraggio da parte delle autorità competenti.

Questi webinar rientrano nel piano di formazione del RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti) e sono finalizzati a fornire un’adeguata formazione a tutti i soggetti interessati, in vista dell’entrata in vigore del sistema.

Per partecipare ai webinar e ricevere formazione dettagliata sul funzionamento del RENTRI, è necessario iscriversi tramite il sito ufficiale del RENTRI. Questi incontri formativi sono essenziali per garantire che tutte le parti interessate siano ben preparate per conformarsi alle nuove normative e gestire efficacemente i rifiuti.

Programma dei Webinar

I webinar, che inizieranno

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Il trasporto dei rifiuti

Il trasporto dei rifiuti è una parte critica della gestione dei rifiuti, poiché assicura che i rifiuti vengano spostati in modo sicuro e conforme alle normative dai luoghi di generazione ai siti di trattamento, smaltimento o riciclo. È un’attività regolamentata in molte giurisdizioni per prevenire inquinamento ambientale, rischi per la salute pubblica e il trasporto illegale di rifiuti.

Ecco alcuni aspetti chiave relativi al trasporto dei rifiuti:

  1. Autorizzazioni e Regolamentazioni: I trasportatori di rifiuti spesso richiedono autorizzazioni e licenze specifiche dalle autorità competenti per operare legalmente. Le normative possono variare da paese a paese e persino all’interno delle diverse regioni. In Italia, ad esempio, il trasporto dei rifiuti è regolato dal Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006), che stabilisce i requisiti per le autorizzazioni e le modalità operative.
  2. Imballaggio e Etichettatura: I rifiuti devono essere imballati in modo sicuro e resistente per prevenire perdite, dispersione o contaminazione durante il trasporto. Inoltre, i contenitori di rifiuti devono essere etichettati in modo adeguato per identificare il tipo di rifiuto e le sue caratteristiche, secondo le normative come il Regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP) sull’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze e delle miscele pericolose.
  3. Veicoli e Attrezzature: I veicoli utilizzati per il trasporto dei rifiuti devono essere adeguatamente attrezzati per prevenire perdite e danni. A seconda del tipo di rifiuto, potrebbero essere necessarie misure speciali di sicurezza, come veicoli con compartimenti refrigerati per rifiuti biologici o cisterne speciali per rifiuti liquidi pericolosi.
  4. Compatibilità dei Rifiuti: I diversi tipi di rifiuti devono essere trasportati in modo da evitare interazioni pericolose. Rifiuti chimicamente incompatibili non dovrebbero essere mescolati per prevenire reazioni pericolose, seguendo le linee guida per il trasporto sicuro dei materiali pericolosi definite da normative come l’ADR (Accordo europeo relativo al trasporto internazionale di merci pericolose su strada).
  5. Sicurezza e Formazione: I trasportatori di rifiuti devono seguire protocolli di sicurezza, indossare l’abbigliamento appropriato e avere la formazione necessaria per affrontare situazioni di emergenza. La formazione può includere corsi su come gestire materiali pericolosi e su come reagire in caso di incidenti durante il trasporto.
  6. Monitoraggio e Tracciabilità: I trasportatori di rifiuti sono spesso tenuti a tenere registri accurati delle operazioni di trasporto, inclusi dettagli come le quantità di rifiuti trasportate, le destinazioni e le date. In Italia, il sistema di tracciabilità dei rifiuti è regolato dal SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti), che consente di monitorare i movimenti dei rifiuti in tempo reale.
  7. Trasporto Transfrontaliero: Il trasporto di rifiuti attraverso i confini internazionali è soggetto a regolamentazioni specifiche e accordi internazionali, come la Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e il loro smaltimento, che mira a proteggere la salute umana e l’ambiente dagli effetti nocivi dei rifiuti pericolosi.
  8. Controllo e Ispezioni: Le autorità di regolamentazione possono eseguire ispezioni casuali dei veicoli e dei documenti per garantire il rispetto delle normative. Queste ispezioni aiutano a prevenire il trasporto illegale di rifiuti e a garantire che i trasportatori rispettino le leggi ambientali.
  9. Trasporto Sostenibile: Promuovere pratiche di trasporto sostenibile può contribuire a ridurre l’impatto ambientale del trasporto dei rifiuti, ad esempio utilizzando veicoli a basso impatto ambientale o ottimizzando i percorsi. L’adozione di tecnologie verdi e l’implementazione di pratiche logistiche efficienti possono aiutare a diminuire le emissioni di carbonio associate al trasporto dei rifiuti.

In sintesi, il trasporto dei rifiuti è una fase critica della gestione dei rifiuti che richiede attenzione alla sicurezza, alla conformità normativa e all’efficienza per garantire che i rifiuti vengano gestiti in modo adeguato e rispettoso dell’ambiente. La collaborazione tra governi, autorità regolamentari, aziende e operatori è essenziale per assicurare che il trasporto dei rifiuti sia effettuato in modo sicuro, legale e sostenibile.

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Registro Nazionale Produttori: Nuove Regole per la Responsabilità Estesa

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha pubblicato il D.M. 15 aprile 2024, n. 144, che definisce le modalità di iscrizione al Registro nazionale dei produttori, in conformità a quanto previsto dall’art. 178-ter, comma 9, del d.lgs. 152/2006. Questo decreto riguarda tutti i soggetti obbligati a rispettare le norme sulla responsabilità estesa del produttore.

Responsabilità Estesa del Produttore

La responsabilità estesa del produttore (EPR) è un principio di politica ambientale in base al quale i produttori sono responsabili dell’intero ciclo di vita dei loro prodotti, inclusa la fase post-consumo. Questo approccio mira a incentivare i produttori a progettare prodotti più sostenibili e a ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti.

Obblighi di Iscrizione

Secondo il D.M. 144/2024:

  • Iscrizione Obbligatoria: Tutti i produttori soggetti alla responsabilità estesa devono iscriversi al Registro nazionale.
  • Consorzi o Sistemi Autonomi: Se i produttori adempiono agli obblighi tramite consorzi o sistemi autonomi di gestione collettiva, questi ultimi devono iscriversi al Registro e comunicare l’elenco dei produttori aderenti.

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