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Attiva una Convenzione e raggiungi un Target altamente profilato!

Se i Tuoi prodotti o servizi sono coerenti con i nostri ambiti tematici, puoi richiedere l’attivazione di una Convenzione dedicata agli Utenti del nostro Network.

Attivare una convenzione significa ottenere visibilità qualificata e gratuita verso un target verticale e altamente selezionato, composto esclusivamente da operatori e aziende che operano nel settore della gestione dei rifiuti e dell’ambiente.

Un ecosistema digitale ad alta visibilità

PortaleRifiutiSpeciali.it, attraverso la piattaforma Rifiuti24.it, mette a disposizione un sistema di comunicazione strutturato in grado di garantire un’elevata esposizione del tuo messaggio.

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triveneta servizi srl

Registro RENTRI: perché la conservazione digitale è un adempimento da non trascurare

Con la gestione digitale dei registri cronologici di carico e scarico dei rifiuti, le imprese devono prestare attenzione non soltanto alla corretta compilazione delle annotazioni e alla trasmissione dei dati al RENTRI, ma anche alla conservazione del documento informatico.

Si tratta di due aspetti distinti, che concorrono a garantire la tracciabilità dei rifiuti e la disponibilità nel tempo delle informazioni richieste dalla normativa.

Le indicazioni ufficiali pubblicate dal RENTRI chiariscono che l’operatore deve organizzare la produzione del registro digitale in modo da garantirne l’immodificabilità e procedere al versamento nel sistema di conservazione a norma secondo modalità e tempistiche adeguate alla propria organizzazione.

Trasmissione al RENTRI e conservazione a norma non sono la stessa cosa

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Reati ambientali e recupero dei rifiuti: dal 31 ottobre scatta la confisca dei beni, nuovi chiarimenti del MASE

Dal 31 ottobre 2026 entrano in vigore nuove disposizioni sulla confisca dei beni collegati a determinati reati ambientali. Nello stesso periodo, il Ministero dell’Ambiente chiarisce che i rifiuti derivanti da precedenti operazioni di recupero, compresi i materiali che non hanno raggiunto la qualifica di prodotto End of Waste, possono essere avviati a ulteriori trattamenti, nel rispetto delle autorizzazioni e delle regole sulla gestione dei rifiuti.

Si tratta di due novità che interessano direttamente le imprese produttrici di rifiuti, i trasportatori, gli intermediari e gli impianti di trattamento. Da una parte si rafforzano gli strumenti di contrasto agli illeciti ambientali; dall’altra viene ribadito che un rifiuto non recuperato completamente o un materiale non conforme ai requisiti End of Waste non deve necessariamente essere destinato allo smaltimento.

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Reati ambientali: cosa cambia con la Direttiva UE 2024/1203 e il D.Lgs. 81/2026

Una tutela penale dell’ambiente più incisiva: nuovi profili di rischio per le imprese

La tutela dell’ambiente non riguarda soltanto autorizzazioni, registri e adempimenti amministrativi. In presenza di determinate violazioni, la gestione non corretta di rifiuti, sostanze inquinanti o attività industriali può assumere rilevanza penale, con conseguenze per le persone fisiche coinvolte e, in specifiche condizioni, anche per le aziende.

In questo contesto si inserisce la Direttiva (UE) 2024/1203 dell’11 aprile 2024, dedicata alla tutela penale dell’ambiente. La direttiva ha sostituito le precedenti direttive 2008/99/CE e 2009/123/CE, rafforzando il quadro europeo per prevenire, individuare e perseguire i reati ambientali.

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D.L. 177/2026: nuove disposizioni ambientali, cosa cambia per le imprese?

In vigore dal 9 ottobre 2026 il cosiddetto Decreto Ambiente-bis. Dalle terre e rocce da scavo all’economia circolare, fino alle bonifiche: le principali novità e gli aspetti da verificare per le aziende.

Il Decreto-Legge 8 ottobre 2026, n. 177, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell’8 ottobre, introduce nuove disposizioni in materia ambientale. Il provvedimento è entrato in vigore il 9 ottobre 2026 e interviene su diversi aspetti del D.Lgs. 152/2006, il Testo Unico Ambientale.

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