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Attiva una Convenzione e raggiungi un Target altamente profilato!

Se i Tuoi prodotti o servizi sono coerenti con i nostri ambiti tematici, puoi richiedere l’attivazione di una Convenzione dedicata agli Utenti del nostro Network.

Attivare una convenzione significa ottenere visibilità qualificata e gratuita verso un target verticale e altamente selezionato, composto esclusivamente da operatori e aziende che operano nel settore della gestione dei rifiuti e dell’ambiente.

Un ecosistema digitale ad alta visibilità

PortaleRifiutiSpeciali.it, attraverso la piattaforma Rifiuti24.it, mette a disposizione un sistema di comunicazione strutturato in grado di garantire un’elevata esposizione del tuo messaggio.

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Reati ambientali: cosa cambia con la Direttiva UE 2024/1203 e il D.Lgs. 81/2026

Una tutela penale dell’ambiente più incisiva: nuovi profili di rischio per le imprese

La tutela dell’ambiente non riguarda soltanto autorizzazioni, registri e adempimenti amministrativi. In presenza di determinate violazioni, la gestione non corretta di rifiuti, sostanze inquinanti o attività industriali può assumere rilevanza penale, con conseguenze per le persone fisiche coinvolte e, in specifiche condizioni, anche per le aziende.

In questo contesto si inserisce la Direttiva (UE) 2024/1203 dell’11 aprile 2024, dedicata alla tutela penale dell’ambiente. La direttiva ha sostituito le precedenti direttive 2008/99/CE e 2009/123/CE, rafforzando il quadro europeo per prevenire, individuare e perseguire i reati ambientali.

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D.L. 177/2026: nuove disposizioni ambientali, cosa cambia per le imprese?

In vigore dal 9 ottobre 2026 il cosiddetto Decreto Ambiente-bis. Dalle terre e rocce da scavo all’economia circolare, fino alle bonifiche: le principali novità e gli aspetti da verificare per le aziende.

Il Decreto-Legge 8 ottobre 2026, n. 177, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell’8 ottobre, introduce nuove disposizioni in materia ambientale. Il provvedimento è entrato in vigore il 9 ottobre 2026 e interviene su diversi aspetti del D.Lgs. 152/2006, il Testo Unico Ambientale.

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Deposito temporaneo dei rifiuti: come gestirlo correttamente ed evitare errori in azienda

Il deposito temporaneo dei rifiuti è una fase fondamentale della gestione ambientale aziendale. Contenitori non idonei, rifiuti incompatibili, etichette mancanti e tempi di giacenza non rispettati possono esporre l’impresa a rischi ambientali e sanzionatori, anche quando il successivo ritiro è affidato a un trasportatore autorizzato.

Quando si parla di gestione dei rifiuti, l’attenzione delle aziende si concentra spesso sul formulario, sul trasportatore e sull’impianto di destinazione. Eppure, una parte importante degli obblighi ambientali deve essere rispettata prima ancora che il rifiuto lasci lo stabilimento.

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Rifiuti aziendali: affidarsi a un trasportatore non basta. Di chi è la responsabilità?

Affidare i rifiuti a un’impresa autorizzata è un passaggio fondamentale, ma non mette automaticamente al riparo il produttore da ogni responsabilità. Ecco cosa verificare per gestire correttamente i propri rifiuti.

Un’azienda può essere convinta di aver risolto ogni problema legato ai rifiuti nel momento in cui firma un contratto con una ditta di trasporto. Il fornitore è affidabile, i ritiri vengono effettuati regolarmente, la documentazione viene predisposta e i rifiuti lasciano lo stabilimento senza apparenti criticità.

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