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MUD 2019 – Approfondimento

Sulla Gazzetta Ufficiale del 22 Febbraio 2019 è stato pubblicato il DPCM 24 Dicembre 2018 contenente il modello e le istruzioni per la presentazione del Modello Unico di Dichiarazione Ambientale.

Per la dichiarazione dell’anno 2019, riferita alla gestione dei rifiuti del 2018, sono state introdotte delle modifiche alle informazioni che devono essere trasmesse. Tali modifiche, riguardano le dichiarazioni presentate dai soggetti che svolgono le attività di recupero ed il trattamento dei rifiuti ed i Comuni. Per i Produttori di rifiuti non vi sono modifiche rispetto al 2018.

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ADR 2019

ADR 2019

E’ stato pubblicato in data 5 aprile 2019 in GU (nr. 81 – serie generale), il Decreto Ministeriale 12 febbraio 2019 che recepisce nel nostro paese la Direttiva (UE) n. 2018/1846 che modifica gli allegati della direttiva n. 2008/68/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa al trasporto interno di merci pericolose, al fine di tenere conto del progresso scientifico e tecnico.

Arriva il via libera anche in Italia, dunque, all’applicazione del nuovo ADR/RID/ADN 2019!

Ricordiamo che, per effetto del regime transitorio previsto al capitolo 1.6.1.1 ADR 2019, le ‘vecchie’ norme targate 2017 potranno essere osservate ancora fino al 30 giugno 2019.

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REACH

Codici ‘a specchio’​: arriva la pronuncia della Corte UE

A margine dell’annosa disputa in merito alla classificazione dei rifiuti pericolosi con ‘codice a specchio’ ricorderete che la Corte di Cassazione, con ordinanza del 27 luglio 2017 n. 37460, aveva sollevato una questione di pregiudizialità europea dinanzi alla Corte di Giustizia UE, affinché dirimesse diversi dubbi interpretativi a margine di un’ indagine giudiziaria per una classificazione come “non pericolosa” di rifiuti contraddistinti dai cosiddetti codici “a specchio”, senza aver proceduto ad un’analisi sufficientemente accurata degli stessi, in violazione del principio di precauzione previsto dal diritto dell’Unione.

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I Vantaggi di GEOMEMBRANE HDPE e LLDPE verso GEOMEMBRANE EPDM

Le Geomembrane HDPE sono la barriera impermeabilizzante più comune a causa delle loro elevate caratteristiche meccaniche e della loro durabilità a lungo termine. Tuttavia, quando si tratta di flessibilità in condizioni climatiche estremamente fredde, le geomembrane LLDPE sono più appropriate.

La resistenza chimica elevata è richiesta nelle discariche e nei progetti minerari in cui la geomembrana è in contatto con diversi potenziali attacchi chimici. L’HDPE è il polimero più forte a causa della sua bassa reattività contro un’ampia gamma di prodotti, l’LLDPE ha una buona resistenza chimica, tuttavia l’EPDM di Geomembrane viene attaccato quando viene a contatto con diversi prodotti polarizzati. Infatti, i rivestimenti EPDM sono saldati in cantiere utilizzando prodotti chimici che reagiscono con EPDM. Queste articolazioni sono sempre punti deboli con potenziale degrado piuttosto che un processo di termosaldatura accettabile. 3. Saldabilità facile e affidabile di Geomembrane HDPE e LLDPE. L’unico modo per unire il polietilene è tramite un processo termico, le ampie fodere (7,5 m) sono sovrapposte 10 cm e saldate a caldo da una saldatrice automatica che realizza due saldature parallele. La sacca d’aria tra le saldature consente di verificare la tenuta stagna. È un metodo semplice e affidabile per controllare il 100% della superficie impermeabilizzante installata.

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