A Padova torna Sep. Sotto la lente i rifiuti e l’analisi del ciclo di vita dei prodotti

È un programma fitto quella della 23esima edizione di Sep, il salone internazionale delle ecotecnologie, che andrà in scena alla fiera di Padova dal 21 al 24 aprile prossimi. L’evento 2010 sarà soprattutto focalizzato sulle tecnologie e soluzioni presenti e future per la gestione dei rifiuti. Ma non solo. Al Sep, per esempio, sarà consegnato il “Premio giovani ricercatori Lca”: la Rete italiana Lca, con il contributo di Craisi (Consorzio di ricerca applicata per l’innovazione e lo sviluppo delle imprese), lo ha istituito per premiare i ricercatori che abbiano sviluppato ricerche di carattere applicativo nel campo del ciclo di vita del prodotto per una delle seguenti tematiche: fonti rinnovabili, risparmio energetico, mobilità sostenibile, riciclo ed eco-efficienza, tracciabilità e supply-chain e certificazione. La Lca, Life cycle assessment, è una metodologia di analisi che valuta tutte le interazioni che un prodotto o un servizio ha con l’ambiente considerando il suo intero ciclo di vita.
Tra gli altri, è poi interessante l’appuntamento con le esperienze di successo nella gestione della raccolta differenziata anche nei grandi centri urbani. “Avvio e gestione della raccolta differenziata in contesti urbani: esperienze d’eccellenza”: sarà infatti questo il focus del convegno, organizzato da Sintesi srl in collaborazione con Etra, Arpav e Osservatorio regionale rifiuti, in programma mercoledì 21 aprile a partire dalle ore 14:00.

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ITALIA AMIANTO TRASPORTO E GESTIONE

L’amianto o asbesto è un minerale a base di silicati della famiglia del serpentino e  degli anfiboli. Ne esistono vari tipi: il crisotilo o amianto bianco, l’amosite o amianto bruno, la crocidolite o amianto blu, la tremolite, l’antofillite e l’actinolite.
L’amianto è molto comune in natura e presenta ottime caratteristiche di resistenza al calore.
La sua struttura fibrosa lo ha reso un materiale molto duttile ottimo per tessuti e indumenti. L’accertata pericolosità per la salute ha però portato a vietarne l’suo in molti paesi in quanto le polveri, se inalate, portano all’asbestosi o al mesotelioma pleurico. Nel diametro di un capello stanno oltre

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La gestione dei pneumatici fuori uso: un primo passo nella giusta direzione

Firmato il protocollo di intesa tra alcune rappresentanze del settore del recupero degli pneumatici fuori uso. Il documento prodotto impegna ad attuare alcuni principi che dovrebbero in futuro essere rispettati da chi sarà coinvolto nel sistema di smaltimento.
Dopo tre anni di confronto sulle tematiche dibattute in merito all’articolo 228, è stato prodotto un protocollo di intesa che tenta di entrare nel merito della questione impegnando i vari settori interessati, ciascuno per le proprie competenze, a rispettare e a portare avanti alcuni principi cardine per il sistema dello smaltimento e del recupero. A fronte di un risultato sicuramente significativo che rappresenta un primo passo importante per le problematiche poste, va sicuramente sottolineato che il lavoro da fare è ancora molto poiché ancora molti sono i punti che restano in sospesi per una corretta gestione del sistema.
Il documento in questione riflette e tocca una serie di tematiche sulle quali il Consorzio ARGO, nel corso degli anni, ha lavorato proponendo una serie di interventi istituzionali che hanno di fatto aperto la strada al settore del recupero e alla relativa proposta normativa che, in parte, oggi è una realtà decisiva per tutto il comparto industriale degli pneumatici.
In una prospettiva di forza conferita ad ARGO e a i suoi associati dalle conoscenze tecnico-scientifiche di cui è in possesso si sono intraprese azioni di grande respiro e rivolte con lo sguardo al futuro.
Partendo dalla certezza che il “problema degli pneumatici” si risolve ribaltando il concetto rifiuto in una visone più innovativa rappresentata dalle MPS, ARGO si è impegnata in modo decisivo nel percorso di affermazione di questo concetto, attraverso proposte concrete che hanno portato, ad esempio, alla presentazione ufficiale della circolare ministeriale del 19 luglio 2005 nella quale vengono fornite le indicazioni operative per l’applicazione del DM 8 maggio 2003,n. 203 per i materiali riciclati e per i beni e manufatti ottenuti con i materiali provenienti da articoli in gomma.
La crescita del settore del recupero è determinante, se si vuole parlare del pneumatico fuori uso come di una risorsa da valorizzare ed è per questo che, sempre sulla stessa strada, si incontrano numerose altre iniziative di proposta concreta, fino alla definizione e approvazione dello Standard Europeo di Prodotto, in collaborazione con UNI.
La norma europea che stabilisce le caratteristiche tecniche e i parametri qualitativi, diventa una realtà grazie all’impegno delle associazioni ARGO, il Consorzio Italiano del Settore ed ETRA – European Tyre Recycling Association, che aveva iniziato il percorso sullo standard 10 anni fa, concluso il 3 dicembre 2009 grazie al lavoro svolto da tutta la filiera nell’ambito della segreteria CEN ottenuta da ARGO. Queste associazioni hanno caparbiamente creduto nel valore del riciclaggio come risorsa economica e in quanto necessità ambientale improrogabile.
Nell’ottica della affermazione del principio del recupero, un altro passo in avanti è stato compiuto con l’intervento effettuato sul REACH (Registration, Evaluation and Authorisation of Chemicals), per il quale sia ARGO che ETRA hanno contribuito a far chiarezza attraverso informazioni e attuazioni di procedure ad hoc per le aziende.
Il REACH ha avuto un grosso impatto anche sul settore del recupero PFU, infatti le aziende che producono granulato e polverino di gomma, sono tenute ad effettuare gli adempimenti connessi al REACH se vogliono continuare in futuro a classificare tali materiali come materia prima anziché come rifiuto e per certi aspetti, l’adesione al REACH ha aiutato a chiarire definitivamente alcuni dubbi che tuttora sussistono in determinate P.A. circa l’effettiva natura di materia prima seconda del granulato e del polverino.
Tali interventi, che esprimono il risultato propositivo di una serie di relazioni con i soggetti della filiera e che si sono avvalsi delle enormi potenzialità e conoscenze che il settore del recupero, rappresentato da ARGO, ha dimostrato di avere, sono andati ad incidere sulla qualità delle problematiche in campo.
Questo “modus operandi” fa intendere che questa è la strada giusta da perseguire per ottenere dei risultati affidando le discussioni e le proposte di intervento sul tema degli pneumatici fuori uso alle conoscenze specifiche di chi, nel quotidiano, affronta e gestisce le reali necessità e possibilità del settore.
Sarebbe auspicabile quindi che, anche con la collaborazione dei produttori, si cercasse di far chiarezza, attraverso l’apertura di un tavolo di discussione sul merito della questione, sulle “responsabilità di rappresentanza” di un sistema complesso che necessita dell’apporto delle specifiche conoscenze e competenze che altrimenti rischia di attuare delle scelte lasciando scoperte le potenzialità di un settore che rappresenta la vera chiave di volta per la risoluzione del problema pneumatici/rifiuti.
E’ appena il caso di sottolineare che se lo schema di decreto non fosse stato oggetto di commenti e critiche costruttive da parte di ARGO, ma bensì fosse stato approvato 6 mesi fa come da più parti auspicato, si sarebbe persa una occasione di non poco conto: recepire i principi sanciti nel protocollo di intesa traducendoli in chiare e vincolanti norme (altrimenti sarebbero vanificati) e avviare un confronto serio e concreto tra le parti, per rivedere e correggere le criticità della norma, ancora in discussione, prima che venga approvata.
Per informazioni segreteria@consorzioargo.it / tel. 0864 2508309

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