Come si intende il requisito della “popolazione complessivamente servita” ai fini dell’iscrizione all’Albo gestori ambientali.

Come è noto la categoria 1 di iscrizione all’Albo gestori ambientali è suddivisa in sei classi ex D.M. 28 aprile 1998, n. 406 a seconda della popolazione complessivamente servita. La Corte di Cassazione nella sentenza in commento precisa come vada inteso il predetto requisito, se cioè esso va riferito alla popolazione del singolo comune di cui l’impresa gestisce il servizio di raccolta e trasporto ovvero al totale degli abitanti di tutti i comuni serviti. A seconda della soluzione si rischia di incorrere nella responsabilità penale per gestione abusiva di rifiuti. Cass. pen. sentenza del 17.10.2014

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L’obbligo di comunicazione del pericolo di contaminazione sussiste anche in caso di intervento dell’Autorità

La Corte di Cassazione nella sentenza annotata, dopo avere premesso che il responsabile dell’inquinamento risponde del reato di cui all’art. 257, co. 1, TUA per la mancata segnalazione dell’evento anche nel caso in cui non si riscontri l’effettiva contaminazione del sito, chiarisce che il reato di mancata effettuazione della comunicazione è configurabile anche nel caso in cui intervengano sul luogo dell’inquinamento gli operatori di vigilanza preposti alla tutela ambientale, in quanto tale circostanza non esime l’operatore interessato dall’obbligo di comunicare agli organi preposti le misure di prevenzione e messa in sicurezza che intende adottare, entro 24 ore ed a proprie spese, per impedire che il danno ambientale si verifichi. Cass. pen. sentenza del 06.02.2014

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Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2015

Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2015. (14A09910) (GU Serie Generale n.299 del 27-12-2014 – Suppl. Ordinario n. 97)

DENUNCIA ANNUALE M.U.D. 2015 – relativa all’anno 2014
SCADENZA 30 APRILE 2015

Sono tenuti alla presentazione del M.U.D.
a) I produttori iniziali che producono rifiuti pericolosi a prescindere dal numero di dipendenti;
b) I produttori iniziali che producono rifiuti non pericolosi a condizione che abbiano più di 10 dipendenti;
c) chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta, gestione, trasporto di rifiuti pericolosi e non pericolosi.

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VIA negativa: l’Amministrazione deve comunque istruire la domanda di AIA?

L’art. 10 del TUA detta una norma di coordinamento nell’ipotesi in cui il progetto ricada sia sotto l’ambito della VIA che dall’AIA. In questa sede è sufficiente rilevare che il provvedimento di VIA “fa luogo” del provvedimento di AIA, in genere, per i provvedimenti di competenza statale.

Le Regioni, per i progetti di loro competenza, assicurano modalità di coordinamento con la possibilità di prevedere che “provvedimento di valutazione d’impatto ambientale faccia luogo anche di quella autorizzazione”.

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