DECRETO LEGISLATIVO 14 MARZO 2014, n. 49 – LA NUOVA DISCIPLINA DEI RAEE

IN VIGORE DAL 12 APRILE 2014: NOVITA’ E PUNTI RILEVANTI.

Il decreto n. 49 del 14 marzo 2014, recepisce la Direttiva 2012/19/UE sui Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche ed entrerà in vigore a partire dal 12 aprile 2014.
Tale novità legislativa rappresenta l’evoluzione del Decreto Legislativo n. 151 del 25 luglio 2005, attraverso il quale, e con l’applicazione dei relativi decreti attuativi, sono stati gestiti i RAEE in questi ultimi anni.
Il nuovo decreto mira a potenziare i punti di forza finora applicati, introducendo oltretutto alcune importanti e necessarie novità, con lo scopo di migliorare aspetti come la prevenzione o la riduzione degli impatti sull’ambiente connessi alla produzione delle AEE, l’incremento dei livelli di raccolta ed il miglioramento della qualità del trattamento dei RAEE.
Qui di seguito una sintesi dei punti salienti del decreto, con riferimento all’articolo relativo, ricordando che per alcuni di essi è prevista l’emanazione di specifici decreti attuativi.

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RAEE Abusivi in Italia: arriva il primo DOSSIER “I Pirati dei RAEE”

Legambiente e il Centro di Coordinamento Raee hanno presentato, in occasione del VI rapporto annuale Raee, il giorno 18 marzo 2014, il Dossier intitolato “I Pirati dei Raee”. Il rapporto è stato redatto come resoconto dell’indagine sulle numerose discariche abusive che sono state scoperte tra il 2009 e il 2013 in tutta Italia, le quali ricevevano rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche illegalmente. Le 299 discariche illegali censite sono state rintracciate principalmente nel Sud Italia, più precisamente in Puglia, Campania, Calabria, Sicilia. A queste Regioni si aggiunge la Toscana. In queste aree, grossi quantitativi di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche non venivano raccolti e gestiti secondo le norme e di conseguenza sfuggivano al controllo dei centri di raccolta.

Il Dossier di Legambiente-CdC Raee mette in luce aspetti alquanto problematici della normativa vigente e dal comportamento del cittadino. Per quanto riguarda la legislazione, il documento mette in risalto il fatto che la normativa italiana risulta carente nell’ambito del penale e sarebbe opportuno adeguarla con quella Europea. Per questo motivo è già in discussione al Parlamento un disegno di legge per introdurre quattro nuovi reati ambientali nel Codice Penale, tra cui

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Codice Penale: Inclusi nuovi Reati Ambientali

E’ notizia di questi giorni l’inserimento di quattro nuovi reati ambientali all’interno del Codice Penale, in un apposito titolo.
L’introduzione dei nuovi delitti avviene all’interno di un apposito provvedimento approvato in prima lettura dalla camera dei Deputati il 26 febbraio scorso, ora in attesa del parere del Senato.
I quattro nuovi reati riguardano: disastro ambientale, inquinamento ambientale, traffico e abbandono di materiale di alta radioattività e impedimento del controllo.

Vediamo in breve di cosa si tratta:

1 – DISASTRO AMBIENTALE
Sarà incolpato di disastro ambientale il soggetto il soggetto che altera in modo grave o irreversibilmente l’ecosistema o compromette la pubblica incolumità. La punizione consiste nella reclusione per un periodo da 5 a 15 anni.
2 – INQUINAMENTO AMBIENTALE
Verrà punito con il carcere da 2 a 6 anni (e la sanzione amministrativa da 10.000,00 a 100.000,00 Euro) chi opera deteriorando in maniera rilevante la biodiversità, l’ecosistema, lo stato del suolo, delle acque o dell’aria. In caso di assenza di dolo, le pene posso essere diminuite da un terzo alla metà. Le pene potranno essere invece appesantite qualora il reato sia

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Gestione Integrata dei Rifiuti Urbani – Affidamento del Servizio

La Corte dei Conti Sezione Lombardia con delibera del 17 gennaio 2014, n. 20, si è espressa al fine di chiarie se, in assenza della costituzione degli ambiti o bacini territoriali ottimali (ATO) debba essere comunque immediatamente in capo alle (sole) Regioni la competenza di organizzare i servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica (tra cui il servizio di gestione integrata dei rifiuti di cui all’art. 200 del TUA) replicando altresì in merito alla possibilità per i Comuni, qualora venisse meno la titolarità regionale, di procedere ad un rinnovo dell’affidamento del servizio al gestore attualmente incaricato.

In tale contesto la Corte dei Conti Lombarda ricorda che, il quadro normativo impone alle Regioni di organizzare lo svolgimento dei servizi pubblici locali in ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei, tali da consentire economie di scala e differenziazioni al fine di massimizzare l’efficienza del servizio di gestione, e che di norma, la dimensione degli ambiti territoriali ottimali non deve essere inferiore a quella del territorio provinciale.

La stessa Corte, ricorda altresì che all’interno della Regione Lombardia gli ATO non sono stati individuati in quanto la Regione si è avvalsa dell’opzione prevista all’art.200, c.7 D.Lgs. 152 / 2006, cosicché è rimasto a tutti gli effetti in capo al singolo Comune il ruolo di ente concedente / affidante dei servizi pubblici locali, salva comunque la

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