Ennesima Proroga della partenza del Sistri per i Produttori di Rifiuti?

Ci risiamo…potrebbe slittare tutto nuovamente ed arrivare a breve  l’ennesima proroga.

Il Presidente della Commissione Ambiente e Territorio e Lavori Pubblici della Camera,  annuncia che con un emendamento al decreto “Milleproroghe” si vuole proporre lo slittamento della partenza del sistri al 01 gennaio 2015,  per i soli produttori di rifiuti speciali pericolosi e per i Comuni del Territorio della Regione Campania. Lo stesso vale per le imprese che si occupano del trasporto dei rifiuti urbani della medesima regione e sembrerebbe che la stessa sorte toccherebbe al sistema sanzionatorio che troverebbe applicazione solo dal 30 giugno 2015.

Ora ci si aspetta di vedere se effettivamente il decreto passerà in senato, cosa a cui  vogliamo fortemente credere, dato che se cosi non fosse, sarebbe il definitivo fallimento di un sistema che da anni non garantisce una concreta fattibilità nell’utilizzo.

La partenza del Sistri per i produttori di rifiuti speciali pericolosi è ad oggi stabilita al 3 marzo 2014.

Un sistema che fin dal suo esordio ha sempre presentato problematiche ormai evidenti agli operatori, non tollerabili nel settore dei trasporti, che a rilento per poter gestire e organizzare i viaggi che con un sovraccarico organizzativo da parte delle imprese coinvolte,  portano inevitabilmente con sè una riduzione del fatturato, in un periodo già di per sè difficile per le Aziende Italiane.

Non vorremmo parlare di un “accanimento terapeutico”, ma sembra proprio

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3 marzo 2014, anche i produttori di rifiuti speciali pericolosi dovranno iniziare ad utilizzare il Sistri.

Mancano ormai pochi giorni e anche i Produttori di Rifiuti Speciali Pericolosi dovranno obbligatoriamente utilizzare il Sistri.

La tracciabilità del rifiuto, voluta con il Sistri (Sistema di Tracciabilità dei Rifiuti), nato Il 17 dicembre 2009 (GU n. 10 del 13 gennaio 2009) con i  migliori intenti che certamente tutti noi condividiamo, doveva entrare in “vigore”  già nell’ormai lontano 2010.

Diversi decreti correttivi si sono susseguiti da allora e il sistema è partito solo 1 ottobre 2013 e limitatamente ai rifiuti pericolosi.
Solo i trasportatori, gli impianti, gli intermediari dei rifiuti e i nuovi produttori di rifiuti speciali pericolosi hanno quindi iniziato ad usare con non poche difficoltà il sistema, cosi come indicato con lo “SCHEMA del DECRETO di RIAVVIO del SISTRI”

Il 3 marzo 2014, anche i produttori di rifiuti speciali pericolosi dovranno iniziare ad utilizzarlo.

Salvo proroghe dell’ultimo minuto, si avrà quindi una visione più completa di questo sistema che ad oggi continua a presentare diverse difficoltà nell’utilizzo da parte degli operatori.

E’ umano pensare che l’operatività nella gestione dei rifiuti speciali pericolosi prodotti dalle piccole aziende, subirà inevitabilmente una prima fase d’arresto, non avendo quest’ultime avuto modo e disponibilità di adoperarsi per

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Riassetto del Codice Ambientale

Se diamo uno sguardo alle direttive ambientali dell’Unione Europea ed alla legislazione ambientale degli altri paesi europei, salta subito all’occhio la ridotta complessità della norma rispetto al nostro codice ambientale. La questione non può ovviamente essere generalizzata ma dare uno sguardo ad esempio la normativa inerente il cosiddetto “Uno contro Uno” italiano e l’analogo della svizzera o se provassimo a confrontare la normativa inerente il trasporto di rifiuti italiana e quella di altri paesi quali ad esempio la Germania, rende bene l’idea di quanto la nostra normativa sia alquanto complessa ed a tratti nebulosa e carente.

Non desta certo stupore rendersi conto di quanti siano i decreti attuativi mancanti e di quanto confusionaria sia la norma normativa nel campo dei rifiuti, ma non solo.

A quanto pare un gruppo di lavoro insediatosi in questi giorni presso il Ministero dell’Ambiente avrebbe il compito di avviare uno studio preliminare teso ad un riassetto del codice ambientale. L’obiettivo è quello di raccogliere in due testi normativi tutte le leggi ed i regolamenti inerenti l’ambiente, si tenderà quindi ad ottenere un codice ed un testo unico regolamentare.

Da dove nasce tanta buona volontà in campo ambientale nel voler risolvere i pasticci creati negli ultimi anni?

Secondo il Ministro Orlando: “Questo progetto nasce sia dalla semplice constatazione che in materia ambientale la nostra legislazione non ha ancora risolto vistosi difetti sia dalla necessità di fornire risposte concrete a pressanti richieste di tutela e progresso. La frammentarietà, l’assenza di una codificazione con adeguati principi generali rendono il

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