Raee Servizi dedicati ai Punti Vendita.

  • Ritiro RAEE dai punti di vendita nel rispetto del nuovo decreto sulla distribuzione per l’uno contro uno.
  • Depositi per il raggruppamento esterno dei RAEE evitando di utilizzare gli spazi dei punti di vendita.
  • Veicoli adibiti al trasporto di merci per conto terzi con portata non superiore a 3500 kg e peso complessivo superiore a 6000 kg, così come previsto dalla normativa.
  • Organizzazione di ritiri pianificati.

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La gestione dei rifiuti tecnologici per i rivenditori

I rivenditori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), indipendentemente dalle dimensioni del negozio e dal flusso di vendita hanno l’obbligo, sancito dal D.lgs. 151/2005, di ritirare gratuitamente il rifiuto RAEE consegnato dal cliente al momento dell’acquisto di una nuova apparecchiatura elettrica o elettronica equivalente.

Il decreto di semplificazione per l’UNO CONTRO UNO (D.M. 65/2010)  impone a tutti i rivenditori di AEE di:

  • ritirare e raggruppare le apparecchiature usate presso il proprio punto vendita.
  • effettuare il trasporto dei rifiuti.
  • produrre  i documenti per le necessarie autorizzazioni.
  • compilare i documenti necessari ad adempiere agli obblighi nella gestione dei rifiuti.

Ma i rivenditori  adempiono all’obbligo di ritiro a titolo gratuito del vecchio apparecchio elettronico?

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D.M.65/2010 i rivenditori ancora non adempiono all’obbligo di ritiro

ROMA, Italia: nuova video-inchiesta sulla raccolta dei rifiuti elettronici in Italia: a distanza di un mese dalla partenza del decreto Uno contro uno (D.M. 65/2010), i rivenditori ancora non adempiono all’obbligo di ritiro a titolo gratuito del vecchio apparecchio elettronico.
Da anni denunciamo che gran parte delle apparecchiature elettroniche prende ancora la strada dello smaltimento in discarica, o presso inceneritori o, addirittura, dell’esportazione illegale nei Paesi in via di sviluppo.
Con la scusa di acquistare un nuovo articolo tecnologico (pc, televisore, frigorifero, ecc.) abbiamo telefonato a nove grandi rivenditori a Milano, Roma e Napoli e ci siamo poi recati in altri tre negozi della capitale con telecamera nascosta. Ben nove rivenditori sui dodici intervistati (quindi oltre l’75 per cento) non risultano completamente in linea con la nuova normativa.
Alcuni rivenditori non adempiono alla legge, perché il costo della consegna del prodotto nuovo è stato maggiorato così da includere il ritiro del vecchio articolo, come dichiarato dai commessi. In altri casi, i costi di consegna del nuovo prodotto e di ritiro del vecchio sono ancora distinti fra loro, e viene chiaramente indicato che il ritiro non è gratuito.
A eccezione di Milano, dove il ritiro è partito gratuitamente, a Roma e Napoli sembra regnare la discrezionalità del rivenditore piuttosto che il rispetto della legge. Eppure l’obbligo del ritiro gratuito “uno contro uno” è in vigore da 5 anni, sebbene l’obbligo effettivo sia arrivato solo ora con il decreto Semplificazione. C’era tutto il tempo per adeguarsi!
Ancora una volta, quindi, è il consumatore a non essere tutelato. Il cliente, infatti, si trova a pagare due volte: una al momento dell’acquisto (pagando l’eco-contributo RAEE per lo smaltimento che è già incluso nel prezzo), l’altra al momento del ritiro del vecchio articolo.
Pagare due volte è una truffa. Stiamo verificando se ci sono gli estremi per un’azione legale. Ma è la gestione dei nostri rifiuti elettronici che deve migliorare. Sono scarti pericolosi e in rapido aumento che richiedono una particolare attenzione.
Chiediamo al Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, di assicurare la reale adozione e il rispetto delle leggi sui rifiuti elettronici e un adeguato monitoraggio degli organi di controllo.

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