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Scadenze ambientali 2026-2027: cosa deve controllare il produttore di rifiuti?

Dal FIR digitale al RENTRI, passando per registri, autorizzazioni e preparazione del MUD: i controlli da programmare per evitare errori e dimenticanze.

Il calendario degli adempimenti ambientali non riguarda soltanto le scadenze annuali. Per un’impresa che produce rifiuti, la conformità dipende anche dalla corretta gestione quotidiana dei formulari, dalla tenuta dei registri, dalla classificazione dei rifiuti e dalla verifica dei soggetti incaricati del trasporto e del trattamento.

L’autunno 2026 è un momento importante per fare il punto sulla gestione dei rifiuti aziendali e programmare le attività dei prossimi mesi. Il passaggio al FIR digitale, gli aggiornamenti delle istruzioni RENTRI e la preparazione della documentazione per il prossimo MUD richiedono attenzione anche da parte delle imprese che affidano all’esterno la gestione operativa dei propri rifiuti.

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Albo Gestori Ambientali: arriva la sottocategoria 2-quater per i professionisti manutentori

Dal 15 ottobre 2026 è operativa la nuova sottocategoria 2-quater dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali, destinata a una categoria precisa di lavoratori autonomi: i liberi professionisti iscritti a un albo professionale che, nello svolgimento di attività di manutenzione, producono rifiuti non pericolosi e devono trasportare quelli generati direttamente dal proprio lavoro.

La novità nasce dalle Deliberazioni del Comitato Nazionale dell’Albo n. 4 e n. 5 del 22 luglio 2026. La prima stabilisce i criteri e i requisiti per l’iscrizione; la seconda approva i modelli dei provvedimenti di iscrizione e di diniego.

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Codici EER e Albo Gestori: i chiarimenti della Circolare 7/2026

La Circolare n. 7 del 14 luglio 2026 del Comitato Nazionale dell’Albo Gestori Ambientali chiarisce come utilizzare alcuni codici dell’Elenco Europeo dei Rifiuti (EER) ai fini dell’iscrizione nelle categorie 1, 4 e 5. Il provvedimento si collega alle nuove disposizioni sui centri di raccolta dei rifiuti urbani e chiarisce alcuni casi in cui il codice EER, da solo, non è sufficiente a definire la categoria di iscrizione necessaria per il trasporto.

Per le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti, il chiarimento è importante soprattutto quando occorre verificare la coerenza tra origine del rifiuto, codice attribuito e autorizzazione del trasportatore.

Perché è stata pubblicata la Circolare n. 7/2026

Il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica del 26 marzo 2026 ha aggiornato la disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani, sostituendo i precedenti decreti del 2008 e del 2009.

Il nuovo provvedimento ha ampliato l’elenco dei rifiuti conferibili presso i centri di raccolta da parte delle utenze domestiche, includendo ulteriori codici EER. Si è quindi reso necessario chiarire come gestire alcune tipologie di rifiuti anche ai fini delle iscrizioni all’Albo Gestori Ambientali.

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RENTRI: quando conservare il registro digitale dei rifiuti?

La gestione digitale del registro cronologico di carico e scarico tramite RENTRI non si esaurisce nella corretta registrazione dei movimenti. Le imprese devono organizzare anche la produzione del registro informatico, garantirne l’immodificabilità e provvedere alla conservazione a norma.

Un chiarimento importante arriva dalla FAQ ufficiale del RENTRI dedicata all’immodificabilità del registro digitale. Il sistema ammette diverse modalità operative, lasciando all’impresa la scelta della frequenza con cui produrre il registro, purché siano rispettati i requisiti previsti dalla normativa.

Per chi gestisce i rifiuti in azienda, conoscere queste regole aiuta a evitare archivi incompleti e a preparare correttamente la documentazione in caso di controllo.

Registro digitale RENTRI: non basta inserire le registrazioni

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