I rifiuti prodotti da un’attività commerciale, da un ufficio o da un’altra utenza non domestica possono essere classificati come rifiuti urbani quando rispettano le condizioni previste dalla normativa. E questa qualifica non viene meno se l’impresa sceglie di affidarne la gestione a un operatore privato anziché al servizio pubblico.
Lo ha chiarito il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) con la nota del 18 marzo 2026, prot. n. 59566, in risposta a un interpello del Comune di Cartigliano.