Altre modifiche al regolamento sulle spedizioni di rifiuti

Altri rifiuti vengono aggiunti nell’elenco dei rifiuti verdi addizionali in attesa dell’inclusione nei pertinenti allegati della convenzione di Basilea o della decisione Ocse. Con regolamento pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea di oggi, la Commissione europea modifica il regolamento del 2006 (il numero 1013) sulle spedizioni di rifiuti al fine di includere i rifiuti di etichette laminate autoadesive contenenti materie prime utilizzate nella fabbricazione di materiale per etichette; le frazione di plastica e di  plastica-alluminio non separabile ottenuta dal pretrattamento di imballaggi usati adibiti al contenimento di liquidi; gli imballaggi compositi costituiti principalmente di carta e in misura minore di plastica e i rifiuti puliti biodegradabili provenienti da agricoltura, orticoltura, silvicoltura, giardini, parchi e

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Utilizzo delle terre e rocce da scavo

La normativa attuale a riguardo delle terre e rocce da scavo è disciplinata dal D.Lgs. 152/06 s.m.i..
Si definisce terra e roccia da scavo il suolo proveniente da attività di scavo privo di sostanze pericolose contaminanti e/o materiale ultroneo (materiale plastico, macerie, cls, metalli, …).
Secondo la normativa vigente le terre e rocce da scavo sono rifiuti speciali (codice CER 170504) la cui gestione deve avvenire ai sensi della normativa in materia di gestione rifiuti (Parte IV del D.Lgs. 152/06 s.m.i.).

Tale normativa prevede che predetto materiale sia conferito presso un centro autorizzato dalla Provincia a ricevere e trattare specifico codice CER a meno di: attuare l’attività di recupero rifiuti ai sensi degli Artt. 214, 215, 216 del D.Lgs. 152/06 e s.m.i.
applicare gli Artt. 185 (riutilizzo presso il sito di produzione) e 186 (riutilizzo presso terzi siti) D.Lgs. 152/06 e s.m.i.

Conferimento Presso Centro Autorizzato

Nel caso in cui si preveda il conferimento ad un centro autorizzato è necessario:

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Parere del Consiglio di Stato. Schema di regolamento per la gestione dei materiali da scavo.

Numero 04278/2011 e data 24/11/2011
REPUBBLICA ITALIANA
Consiglio di Stato, Sezione Consultiva per gli Atti Normativi. Adunanza di Sezione del 16 novembre 2011
NUMERO AFFARE 04805/2011
OGGETTO: Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare – ufficio legislativo.
Schema di regolamento per la gestione dei materiali da scavo, ai sensi dell’art. 184 bis, comma 2, del d.lgs. 3 aprile 2006 n. 152
LA SEZIONE
Vista la relazione gab-2011-33114/ul del 10 novembre 2011, con la quale il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare – ufficio legislativo ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sull’affare consultivo in oggetto;
Esaminati gli atti e udito il relatore consigliere Alessandro Botto;

Premesso

Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare sottopone al Consiglio di Stato lo schema di regolamento per la gestione dei materiali da scavo, in attuazione dell’art. 184 bis, comma 2, del d.lgs. 3 aprile 2006 n. 152.

Afferma il Ministero richiedente che la gestione dei materiali da scavo è attualmente disciplinata dall’art. 186 del d.lgs. n. 152/2006 che, in forza di quanto

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Sistri: per il 90% delle imprese occorre eliminarlo. Ma non sarà così

Cosa pensano le imprese delle novità contenute nel decreto sulle semplificazioni? E in particolare del Sistri?

Ha provato a rispondere a queste domande Confartigianato Varese, sottoponendo ad un campione di 250 imprese quali elementi dovrebbero essere semplificati a favore delle micro e piccole realtà manifatturiere.
Sicurezza, fiscale, richiesta di contributi, assunzioni, rifiuti: sono questi i filoni lungo i quali la burocrazia dovrebbe essere snellita e semplificata. E, neanche a dirlo, le imprese puntano il dito contro il Sistri, “che nel tempo si è fatto troppo articolato, complesso e sempre meno chiaro”, spiega una nota di Confartigianato Varese.
I dati parlano chiaro. Il 90% del campione vorrebbe l’eliminazione totale del

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