A.I.A.: modifiche non sostanziali, ricevibilità o irricevibilità ?

L’articolo 29-nonies, comma 1, del D.Lgs. 152/2006, a confronto con l’articolo 5, comma 1, del D.M. 24 aprile 2008

di Silvano Di Rosa Consulente Legale Ambientale

SOMMARIO:

– 1. Premessa; – 2. La modifica non sostanziale; – 3. Istruttoria prevista; – 4. Il D.M. 24 aprile 2008; – 5. Spunto da un caso concreto; – 6. Presunta irricevibilità; – 7. Antinomia nel decreto; – 8. Una conferma territoriale; – 9. Conclusioni.

1 – P r e m e s s a
Non avendo alcuna intenzione di tornare a ripetere quanto già detto da noti giuristi in materia di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), optiamo per soffermarci su alcuni aspetti secondari di tale disciplina, i quali, nel quotidiano tran tran di un’impresa, possono comunque assumere una certa rilevanza; se non altro, per il loro possibile repentino comparire sul percorso imboccato dall’imprenditore, giustamente tutto assorto ed impegnato, appunto, ad…intraprendere.
Tanta è la foga di chi – avendo ancora oggi il coraggio di farlo – si concentra tenacemente sulle problematiche produttive, che certune inaspettate pretese della Pubblica Amministrazione, cogliendolo di sorpresa, possono riuscire a disorientarlo, fino al punto di “inceppare” sul nascere qualsiasi meccanismo virtuoso attivato dall’audace imprenditore, il quale potrebbe essere indotto a “bloccare” – in un momento di crisi come quello attuale – l’inserimento di una nuova

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Una nuova piattaforma per la gestione dei rifiuti. Sistri o Setri?

Si affaccia il “SETRI”, piattaforma voluta e creata dalle associazioni di categoria per sostituire e cancellare le inefficenze del SISTRI!

Ci riferiamo alla tracciabilità informatica dei rifuti! Sembra proprio non ci sia modo  di uscirne.

Il Sistri ricordiamo che è stato sopseso (articolo 52 del “decreto Sviluppo”, decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83) fino a giugno 2013 e non è dato sapere al momento se in effetti partirà o necessiterà di un’ulteriore proroga.
Certo è che nessuno vuole rinunciare al business che si cela dietro tutto questo sistema.

Da una parte Selex Management, che farà in  modo di non farsi sfuggire questo affare milionario (sebbene accompagnato da tutte le complicazioni, anche giudiziarie, che da tempo viaggianno fianco a finaco con le varie sospensioni  e proroghe del sistema vedi “Sistri: un’inchiesta svela tutti i retroscena del sistema (mai partito) di tracciabilità informatica dei rifiuti”)

Dall’altra le associazioni di categoria che se il sistema non decolla, perderebbero una bella fetta di associati, aziende che si sono rivolte a loro in

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ADR_TRASPORTO

Etichette per i rifiuti pericolosi

Il trasporto di rifiuti speciali, siano essi pericolosi che non pericolosi ed il loro stoccaggio e trattamento sono codificati e disciplinati da apposite norme che stabiliscono anche quali debbano essere le etichette da apporre sugli automezzi, sui rifiuti, sui loro contenitori al fine di identificarli immediatamente, avvertendo di conseguenza gli operatori coinvolti sui possibili rischi e precauzioni da adottare in loro presenza (si veda quindi il D.lgs 152/2006 e la normativa ADR).

In questo breve articolo vorrei focalizzare l’attenzione sul’uso indiscriminato della famosissima R nera su sfondo giallo il cui uso è tanto abusato quanto fuorviante come accadeva, fino a pochi mesi fa, con l’utilizzo della caratteristica di pericolo H14.

Molto spesso le aziende, gli operatori ed i consulenti tendono ad essere fin troppo prudenti utilizzando questo

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Nuove regole per i RAEE nella direttiva 2012/19/UE

La politica ambientale dell’Unione europea è sempre più volta alla salvaguardia e alla tutela nonché al miglioramento della qualità dell’ambiente, alla protezione della salute umana e all’uso attento delle risorse naturali.

Il conseguimento dello sviluppo sostenibile comporta cambiamenti significativi nell’andamento attuale dello sviluppo tecnologico, della produzione, del consumo e del comportamento dei cittadini e delle aziende.
Il programma Europeo auspica che si possa ridurre lo spreco delle risorse naturali, in favore di quelle ottenute dai processi di trattamento, prevenendo in tal modo non solo l’inquinamento, e quindi un danno per la salute umana e dell’ambiente stesso, ma anche il depauperamento delle risorse naturali.
Il focus della direttiva 2012/19/UE del

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