UE

In arrivo la modifica della Direttiva 2008/98/CE

UELa Commissione Europea ha presentato una proposta di modifica della Dir.2008/98/CE; questa proposta fa parte di un pacchetto di modifiche presentato dalla Commissione per il conseguimento della cosiddetta “economia circolare”, in particolare si stabilisce l’obbligo di incrementare il riciclaggio dei rifiuti urbani di almeno il 60% in peso entro il 2025. In aggiunta, il tasso di riciclaggio dovrà salire al 65% in peso entro il 2030.

Tra le novità introdotte vi sono l’aggiunta di 4 nuovi articoli, modifiche inerenti 20 articoli del vecchio provvedimento e l’introduzione del “littering” (cioè della pessima abitudine di abbandonare i piccoli rifiuti a terra) e del registro elettronico per i rifiuti pericolosi.

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TARI: non si applica la parte variabile del tributo nelle aree dove non si producono rifiuti

tari-calcolo-tassaLa legge istitutiva della TARI – L. n. 147, art. 1, co. 651, del 27 dicembre 2013 – stabilisce il comune nella commisurazione della tariffa tiene conto dei criteri determinati con il regolamento di cui al d.p.r. n. 158/1999, che, a sua volta, suddivide il tributo in una parte fissa, determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio, riferite in particolare agli investimenti per le opere e dai relativi ammortamenti, e in una parte variabile, rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all’entità dei costi di gestione (art. 3). Orbene, la parte variabile non è dovuta, e non va applicato il regolamento comunale che disponga diversamente, per quelle aree aziendali dove l’attività svolta comporti una produzione di rifiuti pressoché nulla.

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Nuovi codici CER e aumento della capacità di stoccaggio del precedente impianto: è un impianto nuovo

Il progetto di ampliamento, di un precedente impianto, che preveda l’introduzione di nuovi codici CER e un aumento delle capacità di stoccaggio, porta a qualificare quanto proposto come un «nuovo impianto», con tutte le conseguenze che ne derivano sul piano delle autorizzazioni.

Consiglio di Stato, sentenza del 18.06.2015

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Scarti di origine animale: rimangono, quasi sempre, rifiuti

decreto_legge_approvaPerché gli scarti di origine animale siano sottratti al regime dei rifiuti ed assoggettati al regolamento CE n. 1774/2002, occorre che essi siano qualificabili come sottoprodotti ai sensi del TUA; nei casi in cui il produttore se ne sia disfatto per destinarli allo smaltimento, essi restano assoggettati alla disciplina sui rifiuti. Si potrebbe allora pensare che, se destinati ad essere trasformati in farine animali, potrebbero esserci gli estremi per qualificarli come sottoprodotti. “Ma quel che è certo è che, una volta che da parte dei vari macelli gli scarti animali venivano consegnati alla società …, la finalità perseguita era quella dello smaltimento anche se, oltre allo smaltimento avveniva poi un ulteriore processo di trasformazione che non era incluso nella destinazione originaria perseguita dalle ditte che avevano operato la macellazione. Ed è proprio questa la ragione per la quale tali scarti non possono rientrare -come preteso dal ricorrente – nella categoria dei sottoprodotti”. Cass. pen. sentenza del 15.01.2015

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