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SISTRI – Decreto 78/2016 – Nuovo regolamento ma…

Nel precedente articolo vi avevamo anticipato che avremmo dato una lettura più attenta al nuovo regolamento SISTRI per scoprire quali fossero le novità annidate tra le righe. In questo articolo affrontiamo i punti principali del regolamento che a breve entrerà in vigore.

Il SISTRI torna ancora una volta a far parlare di sé e lo fa con il decreto del Ministero dell’Ambiente n. 78 del 30 Marzo 2016 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 Maggio 2016 n.120 .

Si attendeva da tanto l’arrivo di questo nuovo regolamento che avrebbe dovuto mettere ordine alla confusione che regna sovrana intorno al sistema informatico della tracciabilità dei rifiuti il cui fine, ricordiamo, è quello di contrastare i traffici illeciti dei rifiuti.

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Nuovo Regolamento per il SISTRI

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 120 del 24 maggio 2016 è stato pubblicato il Decreto 30/3/2016 N. 78 del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare che riporta il Regolamento recante disposizioni relative al funzionamento e ottimizzazione del sistema di tracciabilità dei rifiuti in attuazione dell’art. 188-bis, comma 4-bis, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 15
Tale Decreto sostituisce l’originario Decreto 10/11/2011 n. 219 e successive modifiche.
Si tratta di un decreto “transitorio” che riordina le esistenti disposizioni e rimanda a futuri decreti molte norme attuative, in attesa del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti previsto dall’art. 11, comma 9-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125.
Le nuove norme entrano in vigore l’8 giugno 2016.

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COLLEGATO AMBIENTALE – Legge 28 dicembre 2015, n. 221

Legge 28 dicembre 2015, n. 221.

Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali. G.U. 18 gennaio 2016, n. 13.

Tra le disposizioni di interesse, si segnala

l’art. 13 – Sottoprodotti utilizzabili negli impianti a biomasse e biogas (zuccheri da biomasse non alimentari, i sottoprodotti della lavorazione o raffinazione di oli vegetali), che, in ogni caso, fa salve le disposizioni del TUA. Quindi, il residuo deve essere preliminarmente qualificato come sottoprodotto secondo i canoni della normativa ambientale.

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Rifiuti – dal 4 Luglio alcune definizioni sono variate

Con l’introduzione del Decreto Legge 92/2015 si interviene sul Testo Unico Ambientale andando a variare alcune definizioni che avremmo potuto considerare già esaustive, ma a quanto pare per il legislatore italiano così non è data la sua necessità di adeguare la legislazione italiana in materia ambientale a quella europea.

Con decorrenza 4 Luglio 2015, sono variate quindi tre definizioni importanti che fino ad oggi ci hanno permesso di gestire i rifiuti:

Produttore di rifiuti (già discussa a lungo nel corso delle sue variazioni)
Raccolta (anche queste sempre in discussione)
Deposito temporaneo (forse unica definizione che sembrava essere abbastanza esaustiva)

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