Rifiuti elettronici, crescono sciacallaggio e circuiti di raccolta non autorizzati.

Ecolight: «Servono regole certe»
L’appello del consorzio in occasione della presentazione del Rapporto Sociale 2012

Calo nella raccolta dei RAEE, crescita dei circuiti paralleli di raccolta e aumento dei fenomeni di sciacallaggio all’interno delle isole ecologiche: questi gli elementi che hanno caratterizzato il 2012 per Ecolight, consorzio per la gestione dei rifiuti elettronici, delle pile e degli accumulatori esausti e dei moduli fotovoltaici a fine vita. In occasione della presentazione del Rapporto Sociale 2012, il consorzio chiede una rivisitazione del sistema RAEE in Italia affinché «ci possano essere delle regole certe e condivise per tutti gli attori», dice il direttore generale di Ecolight, Giancarlo Dezio.
I dati. Per la prima volta da quando è stato avviato il sistema multi consortile di gestione dei RAEE, è stata registrata un’inversione di tendenza nella raccolta con un calo dell’8,5%.
Ecolight si è mosso in controtendenza gestendo 17.600 tonnellate di rifiuti elettronici domestici (+ 4,1% rispetto all’anno precedente) all’interno del sistema RAEE. Il consorzio ha gestito anche RAEE professionali, ovvero provenienti da aziende e servendo la Distribuzione con un servizio dedicato ai negozi per smaltire i rifiuti elettronici consegnati dai consumatori (Uno contro Uno). Attraverso questi tre canali, nel complesso Ecolight ha gestito oltre 21.500 tonnellate di RAEE, dei quali quasi il

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Fondo 5 Euro / tonnellata 2012 – Una opportunità di crescita e sviluppo

Il bando per la richiesta dell’erogazione dei contributi per il potenziamento e l’adeguamento dei centri di raccolta RAEE,  rappresenta, anche quest’anno una opportunità per i piccoli CdR che intendono potenziarsi ed adeguarsi e una possibilità di ulteriore sviluppo per quei CdR che già offrono un ottimo servizio e vogliono migliorarsi ulteriormente.

Per venire incontro ai gestori dei Centri di Raccolta ed alle pubbliche amministrazioni,  di seguito vengono riassunti i punti principali del bando.
La richiesta di erogazione del contributo può essere fatta, esclusivamente per via telematica, dai sottoscrittori  dell’Accordo di Programma ANCI-CdC RAEE (Comuni, Aziende ed altri Enti) che al momento della pubblicazione del bando in esame risultino aver iscritto almeno un centro di raccolta al CdC RAEE.

I contributi saranno erogati secondo due modalità, indicate di seguito “misure”

–          La misura 1 è riservata unicamente ai gestori dei CDR che abbiano concluso da almeno 180 gg dalla pubblicazione del bando,  i lavori di realizzazione di

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RAEE: MODIFICHE ALL’ACCORDO ANCI – CDC RAEE DEL 13/09/2012

Il 13 settembre 2012, l’accordo stipulato tra Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e CdC Raee (Centro di Coordinamento Raee) il 28 marzo 2012, è stato rivisto e modificato. Tale decisione è stata presa per diversi motivi: rendere più facile e comprensibile l’Accordo, andando ad eliminare o semplificare le regole gestionali più complesse; riorganizzare i Premi di Efficienza promuovendo la raccolta di tutte le tipologie di Raee al circuito organizzato; favorire i conferimenti ai centri di raccolta dei Raee provenienti dalla distribuzione.
Il nuovo Accordo è entrato in vigore il 1° ottobre 2012.  Accordo tra Anci e Cdc Raee come modificato il 13/09/2012

Come precisato dal Cdc Raee ai sottoscrittori, con le nuove modifiche apportate i Premi di Efficienza saranno riconosciuti solo ai Centri di Raccolta (CdR) posti in un Comune in cui sia garantito, in almeno un CdR, l’accesso alla

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Nuove regole per i RAEE nella direttiva 2012/19/UE

La politica ambientale dell’Unione europea è sempre più volta alla salvaguardia e alla tutela nonché al miglioramento della qualità dell’ambiente, alla protezione della salute umana e all’uso attento delle risorse naturali.

Il conseguimento dello sviluppo sostenibile comporta cambiamenti significativi nell’andamento attuale dello sviluppo tecnologico, della produzione, del consumo e del comportamento dei cittadini e delle aziende.
Il programma Europeo auspica che si possa ridurre lo spreco delle risorse naturali, in favore di quelle ottenute dai processi di trattamento, prevenendo in tal modo non solo l’inquinamento, e quindi un danno per la salute umana e dell’ambiente stesso, ma anche il depauperamento delle risorse naturali.
Il focus della direttiva 2012/19/UE del

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