L’imprenditore è sempre responsabile della contaminazione del sito sul quale insiste la propria attività?

di Andrea Quaranta

Con la sentenza n. 2117/12, il TAR di Catania ha affermato che “la responsabilità degli operatori economici insediati nel SIN […] rispetto a misure di ripristino ambientale nasce in virtù della loro presenza all’interno del sito perimetrato, quali soggetti proprietari o utilizzatori delle aree industriali ivi ricadenti, e si configura come oggettiva responsabilità imprenditoriale, in base alla quale gli operatori economici che producono e ritraggono profitti attraverso l’esercizio di attività pericolose, in quanto ex se inquinanti, o in quanto utilizzatori di strutture produttive contaminate e fonte di perdurante contaminazione, sono per ciò stesso tenuti a sostenere integralmente gli oneri necessari a garantire la tutela dell’ambiente e della salute della popolazione, in correlazione causale con tutti indistintamente i fenomeni di compromissione collegatisi alla destinazione industriale del sito, gravato come tale da un vero e proprio onere reale a rilevanza pubblica, in quanto finalizzato alla tutela di prevalenti ed indeclinabili interessi dell’intera collettività”.
Il Collegio ha ritenuto tale opzione interpretativa:

perfettamente compatibile con l’applicazione del principio “chi inquina paga”, conformemente agli orientamenti della giurisprudenza più recente in materia, che ha evidenziato come il “codice dell’ambiente” disciplini un sistema sanzionatorio ambientale nel quale l’attuazione del principio non prevede che – in assenza di individuazione del responsabile ovvero di impossibilità di questi a far fronte alle proprie obbligazioni
– il costo degli interventi gravi sulla collettività (per il tramite di uno degli enti esponenziali di questa), ma pone tali costi a

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DM n. 303 del 07/04/2014 Procedure per il rilascio dell’autorizzazione all’imbarco e trasporto marittimo

di  ENRICO CAPPELLA

Consulente ADR/RID

In data 7 maggio 2014 è stato pubblicato su G.U. n. 104 – Serie Generale – il Decreto Ministeriale del Ministero Infrastrutture e Trasporti n. 303 del 7 aprile 2014 recante: “Procedure per il rilascio dell’autorizzazione all’imbarco e trasporto marittimo e per il nulla osta allo sbarco e al reimbarco su altre navi (transhipment) delle merci pericolose”

Il nuovo testo:

approva e rende esecutive le nuove procedure per il rilascio dell’autorizzazione all’imbarco e trasporto marittimo e per il nulla-osta allo sbarco e al reimbarco su altre navi (transhipment) delle merci pericolose in colli e in unità di trasporto del carico che si effettuano nei porti italiani;
approva e rende esecutive le nuove regole per il trasporto di merci pericolose su navi traghetto in viaggi nazionali.

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Rifiuti24_lavoro_casa_guadagnare_internet

Liberi di comunicare. Una nuova iniziativa a favore dello scambio.

Nato con l’obiettivo di contribuire all’informazione ambientale e fornire a chi produce o detiene rifiuti speciali soluzioni efficaci per la loro gestione, in linea con le normative vigenti, il Network del portale e i preziosi contributi editoriali dei nostri lettori hanno permesso al Blog di raggiungere alti livelli di visibilità. Questo ha portato notorietà e opportunità di interazione sociale a chiunque voglia aiutarci a mantenere il Blog costantemente aggiornato.

Attraverso il nostro Blog, i visitatori possono dare il loro contributo utilizzando il sistema dei commenti, che rappresenta una valida iniziativa a favore dello scambio di informazioni e servizi tra le imprese.

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Professione di successo? Il manager ambientale

Ecco come diventarlo e quali sono i suoi compiti in un articolo di Italia Oggi

Su Italia Oggi del 14 aprile 2014 è stato pubblicato un articolo sulla figura del manager ambientale. E’ un professionista che si occupa delle tematiche integrate di ambiente, sicurezza e qualità. Promuove programmi di formazione del personale e gestisce le relazioni e le attività amministrative verso gli organi competenti in materia ambientale. La sua figura è tra le più ricercate in azienda e, l’avvento della green economy da una parte (100.000 nuovi posti di lavoro secondo le previsioni) e l’irrigidirsi delle normative vigenti dall’altra, fa prevedere un ulteriore incremento della richiesta di questo profilo il quale, secondo i dati, guadagna circa 80.000 euro lordi l’anno. L’interessante articolo di Italia Oggi si conclude con la segnalazione della Scuola di Alta Formazione, organizzata da TuttoAmbiente, proprio per diventare Manager e Responsabili Ambientali. Una cinque giorni full immersion che si terrà a Firenze dal 12 al 16 maggio per formarsi, aggiornarsi e orientarsi  relativamente a tutte le sfaccettature giuridiche, economiche e gestionali relative a tale ruolo.
Per scaricare il programma: clicca qui, ancora pochi posti disponibili!
Per ulteriori informazioni: 0523-315305 – convegni@tuttoambiente.it

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