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la Tracciabilità dei rifiuti

La tracciabilità dei rifiuti si riferisce alla capacità di seguire il percorso di un particolare flusso di rifiuti dall’origine al destino finale. Questo processo è importante per garantire che i rifiuti vengano gestiti in modo responsabile e conforme alle normative ambientali, sanitarie e di sicurezza.

La tracciabilità aiuta a prevenire il traffico illegale di rifiuti, a monitorare il rispetto delle norme e a promuovere la trasparenza nel settore della gestione dei rifiuti.

Ecco alcuni aspetti chiave della tracciabilità dei rifiuti:

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Una netta distinzione tra stoccaggio e deposito temporaneo dei rifiuti speciali pericolosi e non.

Secondo quanto descritto dall’art.  183, lett. aa), lo stoccaggio dei rifiuti è l’insieme delle attività di smaltimento, consistenti nelle operazioni di deposito preliminare dei rifiuti nonché delle attività di recupero consistenti nelle operazioni di messa in riserva degli stessi.

Diversamente, la lett.  bb) dello stesso articolo definisce il deposito temporaneo come un raggruppamento di rifiuti effettuato prima della raccolta nel luogo in cui gli stessi sono prodotti, a precise condizioni, quali ad esempio le Categorie omogenee ed il quantitativo posto in deposito e l’aspetto temporale del deposito stesso. In ogni caso, che il deposito si riferisca ai rifiuti pericolosi o ai rifiuti non pericolosi, il deposito temporaneo non può avere durata superiore ad un anno!
L’abbandono di rifiuti “alla rinfusa” e non per categorie omogenee esclude la configurabilità del cosiddetto deposito temporaneo regolare configurandosi di fatto in un deposito incontrollato, ciò avviene quando il deposito non prelude ad alcuna operazione di smaltimento o di recupero. In tal caso lo stesso esula dai confini della definizione di deposito temporaneo e viene quindi sanzionato a seconda dei casi o come illecito amministrativo ai sensi del D.Lgs.. n. 152 del 2006, art. 255 o come reato contravvenzionale ai sensi del D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 256, comma 2.

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4 buoni motivi per frequentare un corso di formazione sulla gestione dei rifiuti speciali.

La conoscenza è potere”

Mai un detto fu così vero come in questo caso. Statisticamente, le imprese che formano periodicamente i propri dipendenti corrono meno rischi nella gestione delle proprie attività aziendali.

La formazione è oggi uno dei fulcri su cui è incentrata un’impresa poiché permette di avere a diposizione delle risorse aggiornate ed in grado di far fronte ai sempre più incalzanti adempimenti.

Oggi vogliamo illustrarti quali sono i motivi per i quali la tua impresa dovrebbe partecipare al nostro WEBINAR di formazione sulla gestione dei rifiuti speciali.

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I codici CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti)

Il Catalogo Europeo dei Rifiuti fornisce la classificazione dei tipi di rifiuti così come stabilita dalla direttiva 75/442/CEE. L’allegato I è noto comunemente come Catalogo Europeo dei Rifiuti e si applica a tutti i rifiuti, siano essi destinati allo smaltimento o al recupero.  Questo catalogo fornisce una struttura standardizzata per classificare i rifiuti in base alle loro caratteristiche chimiche, fisiche e al modo in cui vengono prodotti. La sua principale funzione è quella di agevolare la gestione, il monitoraggio e lo smaltimento sicuro dei rifiuti in tutta l’Unione Europea, promuovendo al contempo pratiche sostenibili ed ecocompatibili.

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