Il 14 settembre 2012 è stato approvato in prima lettura dal Governo lo schema di Regolamento di disciplina dell’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA) e la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle imprese e gli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale (Aia). Tale regolamento è stato introdotto in attuazione all’articolo 23 del D.L. 05/2012 convertito in legge n.35/2012 (Decreto “Semplifica Italia”), con l’obiettivo di semplificare le autorizzazioni ambientali previste dalla norma vigente. Il nuovo regolamento si rivolge alle microimprese, PMI e impianti soggetti alle disposizioni in tema di Aia, ad eccezione dei progetti sottoposti a VIA (Valutazione impatto ambientale). L’AUA si troverà a sostituire fino a sette attuali procedure autorizzative diverse: * Autorizzazione agli scarichi ai sensi del D.Lgs. 152/06 e s.m.i.; * Comunicazione preventiva per l’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, delle acque di vegetazione dei frantoi oleari e delle acque reflue provenienti dalle aziende ivi previste (art.112 D.Lgs.152/06 e s.m.i.); * Autorizzazione alle emissioni in atmosfera (art.269 D.Lgs.125/06 e s.m.i.); * Autorizzazione generale alle emissioni in atmosfera per
Autore: Mariano Fabris
Terre e Rocce da scavo il nuovo Regolamento
Anche Ambiente&Rifiuti intende dare il proprio contributo dedicando un breve articolo alle terre e rocce da scavo in attesa che il decreto entri in vigore e dia i suoi primi effetti.
Il decreto in questione è il D.M. n.161 del 10 Agosto 2012, la cui entrata in vigore è fissata per il 6 Ottobre 2012.
Il testo normativo si compone di 16 articoli e 9 allegati che forniscono le modalità “operative” con le quali gli addetti ai lavoratori dovranno confrontarsi a partire dal mese prossimo.
Al momento non si può certamente dire che il decreto sia l’ultimo atto per le “terre e rocce da scavo” ma sicuramente fornisce una impronta leggermente più definitiva dopo le varie bozze che sono circolate negli ultimi tempi.
Quindi in attesa che il
Sistri: spunta un concorrente. Si chiama Setri, è la creazione di Assintel e Conftrasporto
Un nuovo sistema per tracciare i rifiuti che manderebbe in pensione definitivamente il Sistri: l’hanno messo a punto Assintel e Conftrasporto, che scrivono una lettera al governo perché lo prenda in considerazione. Nome provvisorio: Setri.
“Sistema elettronico tracciabilità rifiuti” (Setri) è il nome individuato con semplicità da Conftrasporto e Assintel per il sistema che vorrebbe sostituire il Sistri. Più veloce, più intuitivo, il Setri è stato messo a punto con l’intenzione di semplificare la vita a chi dovrebbe poi utilizzarlo quotidianamente, vale a dire le imprese al momento iscritte al Sistri che finora hanno manifestato continuo disappunto per i meccanismi troppo complicati e i malfunzionamenti cronici dell’intero apparato.
“Si tratta di un progetto che le due associazioni, forti della loro
Registri di carico e scarico dei rifiuti e SISTRI
La Normativa italiana in materia di gestione dei rifiuti è in continua, anzi in perenne evoluzione.
Il SISTRI è un gatto a sette vite: nasce, si dà per malato e poi muore, ma come la fenice risorge dalle sue ceneri e, al momento, non è dato sapere se saprà davvero volare o quanto meno camminare!
Ad ogni modo, sino a che non verrà chiarito se il sistema per la tracciabilità dei rifiuti funzionerà, è fatto obbligo per molti soggetti, continuare a compilare registri di carico e scarico e formulari di identificazione dei rifiuti (FIR), ai sensi e per gli effetti del D.Lgs. n. 152 del 03/04/2006 e successive modifiche e integrazioni, l’ultima delle quali è stata inserita dal D.Lgs. 07/07/2011, n. 121 con decorrenza dal 16/08/2011.
Fatto salvo quanto stabilito all’art. 190, comma 1-bis del D.Lgs. 152/2006, i soggetti di cui all’articolo 188-ter, comma 2, lett. a) (leggi: le imprese e gli enti produttori di rifiuti speciali non pericolosi di cui all’articolo 184, comma 3, lettere c), d) e g) che non hanno più di dieci dipendenti) e di cui all’articolo 188-ter, comma 2, lett. b) (leggi: gli enti e le imprese che raccolgono e