I Rifuti Sanitari nel nuovo decreto sviluppo

Cosa cambia con il nuovo decreto sviluppo nella gestione dei Rifiuti Sanitari?

Sono in arrivo diverse novità nella gestione dei rifiuti, che verranno introdotte dal nuovo decreto sviluppo in fase di approvazione. In particolar modo l’ Art.57, detterebbe una semplificazione in materia di rifiuti a rischio infettivo, per tutte quelle attività, quali; Centri estetici, Tattuatori, centri per manicure, pedicure ecc …tutte aventi rifiuti pericolosi configurabili in aghi, siringhe ed oggetti taglienti venuti a contatto con il derma e quindi attribuibili al codice Cer 180103, ai i quali verrebbe permesso  il trasporto in conto proprio, con  l’obbligo di isrizione all’Albo Gestori ex art. 212, c.8, fino all’Impianto di termodistruzione per una quantità massima di 30Kg/Lt giorno.
La semplice compilazione e tenuta in ordine cronologico dei FIR (Formulario Identificazione Rifiuti) presso la sede dell’impresa produttrice, assolverebbe inoltre il compito della registrazione sul registro di carico e scarico di cui all’articolo 190 del Dl 3 aprile 2006, n° 152.
Una semplificazione che escluderebbe dal sistema di tracciabilità, ma per la sola gestione di questa tipologia di rifiuti, escludendone altri che vengono però comunque prodotti dagli stessi operatori e per i quali rimarrebbe l’obbligo di iscrizione al Sistri.
I servizi di raccolta già esistenti e che già garantiscono il ritiro, si vedranno costretti ad aprire ad ogni viaggio le schede Sitri per conto del cliente, che come è possibile immaginare, non provvederà in maniera autonoma al trasporto, dato che non lo faceva prima. Insomma  si esonera una categoria di produttori in merito ad una sola tipologia di rifuto, complicando di fatto il lavoro di altri per i quali rimane l’obbligo di iscrizione.

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La riduzione dei costi per lo Smaltimento dei rifiuti sanitari

Un fattore che influenza in modo diretto la produzione dei Rifiuti sanitari è di certo la tipologia dei contenitori utilizzati per il confezionamento dei rifiuti pericolosi a rischio infettivo, come indicato nell’art. 8 del D.M. 254/03 che riporta riporta le caratteristiche che devono avere i contenitori destinati al confezionamento dei rifiuti.

Su questi contenitori, caratterizzati da doppio imballaggio, è previsto per quello esterno “caratteristiche adeguate per resistere agli urti e alle sollecitazioni provocate durante la movimentazione e il trasporto”, sono dotati di coperchio con chiusure reversibili e può essere “eventualmente riutilizzabile previa idonea disinfezione ad ogni ciclo d’uso” e pertanto possono essere riaperti e svuotati del loro contenuto una volta arrivati all’impianto di smaltimento prima di essere avviati verso impianti di bonifica per le operazioni di disinfezione con soluzioni detergenti e disinfettanti.
Il loro utilizzo consente di coniugare esigenze di carattere economico ad obiettivi di maggiore sicurezza delle condizioni di lavoro di tutti gli operatori coinvolti nella produzione, raccolta, trasporto e Smaltimento dei Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo.

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Certificazione ambientale: in arrivo oltre 2 mln di euro per pmi. Ecco come richiedere i contributi

Novità in arrivo nel settore delle certificazioni ambientali delle aziende.

E’ stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto n° 313 del 26/04/2012 che andrà a modificare il decreto n° 2230 del 7 maggio 2003 “Promozione dei Sistemi di Gestione Ambientale nelle piccole e medie imprese. Procedura per la concessione di contributi ai sensi dalla Delibera CIPE n. 63 del 02/08/2002”.

Rispetto al decreto del 2003 spicca un sostanziale ampliamento delle categorie alle quali andranno le agevolazioni previste ed è proprio l’ultimo provvedimento a regolare le modalità di accesso al contributo pubblico ed i termini per la presentazione delle domande. A questo proposito, ricordiamo subito che le domande dovranno essere

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Decreto Sviluppo: via libera ai rigassificatori senza valutazioni ambientali. Ma le rinnovabili?

Dovrebbe arrivare al massimo venerdì in consiglio dei Ministri il decreto Sviluppo, del quale fanno parte anche alcune norme che potrebbero cambiare il panorama energetico italiano. Soprattutto visto che il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, scommette su centrali e rigassificatori per uscire dalla crisi.

Il pacchetto sviluppo, nato per far rialzare la testa all’Italia, comprende, tra le varie norme, anche quella che permetterà di sbloccare alcuni fondi destinati alle nuove infrastrutture energetiche. In pratica, stiamo parlando del via libera alla realizzazione di impianti come centrali e rigassificatori, di fatto ora bloccati dalle Regioni.

Ma andiamo con ordine. L’obiettivo, innanzitutto, è quello di

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