Probabile proroga del Sistri al 31 dicembre 2013

Novità in vista per la partenza del Sistri fissata al 30 giugno 2012, ma di abolire il contributo alle imprese….non se ne parla!

Ne avevamo già discusso nei nostri precedenti articoli e sembra proprio trovi riscontro e risposta nelle novità allo studio del governo, presenti sulla bozza  di decreto al vaglio del consiglio dei ministri.

L’articolo 20 della bozza, fissa di fatto uno slittamento della partenza del sistema di tracciabilità dei rifiuti Sistri ad oggi ancora fissato al 30 giugno 2012,  al 31 dicembre 2013.
Ben altri diciotto mesi, che dovrebbero servire NUOVAMENTE a consentire il corretto funzionamento dello stesso sistema!  Quello che tutti si chiedono è… ma fino ad ora che

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Sistri: Partire al 30 giugno è pressochè impossibile!

Nonostante il flop del sistema dato dalle innumerevoli problematiche riscontrate dagli operatori del settore  e dalle officine autorizzate all’installazione della Black Box (che ad oggi ci riferiscono ancora una buona percentuale torna al mittente perchè non funzionante),  anche il sistema software il quale dovrebbe garantire perlomeno la continuità del servizio, si rivela ancora tutt’oggi lento nelle sue applicazioni, non potendo quindi garantire uno svolgimento delle operazioni di carico e scarico celeri ai centri di stoccaggio, recupero o smaltimento dei rifiuti, in modo tale da non influire sull’attività economica,  “obbligata al finanziamento ed utilizzo di un sistema che rischia di paralizzare l’intera filiera del rifiuto”!
Sembrerebbe proprio che alla scadenza del 30 giugno ci si debba organizzare invece per il suo utilizzo, in quanto “pronto a entrare a regime come indicato dalla legge…”

Questo è quanto afferma il

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Sistri: un’inchiesta svela tutti i retroscena del sistema (mai partito) di tracciabilità informatica dei rifiuti

Tante zone d’ombra sull’infelice sistema del Sistri, che da arma definitiva per sconfiggere le eco-mafie si è rivelato un pozzo nero di sperperi pubblici a vantaggio della holding di Stato, incaricata attraverso la controllata Selex Elsag di progettare e mettere a regime il sistema.

Lo rivela un contratto siglato il 14 dicembre del 2009 con il ministero dell’Ambiente, svelato da un’inchiesta di la Repubblica, su cui il governo aveva posto il segreto amministrativo già un anno prima, il 5 settembre del 2008.

Si scopre così che dietro al Sistri, come spiega il quotidiano, c’è un affare da 500 milioni di euro il cui costo ai danni dell’intero Paese e di

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Sistri: al via il 30 giugno. A fine maggio è attesa una nuova verifica del sistema

Il 30 giugno il Sistri partirà, ma sarà pienamente operativo o le imprese iscritte dovranno vedersela ancora con una serie infinita di pecche ed imprevisti? E’ tornato a parlare il ministro dell’Ambiente, ecco cosa e chi occorre attendere perché il sistema sia davvero funzionante.

Riepiloghiamo. Il Sistri sarà a tutti gli effetti obbligatorio dal prossimo 30 giugno. Manca un mese e mezzo e ancora non è possibile capire se il sistema digitale di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi sia stato trasformato in un sistema efficiente e capace di gestire le tante richieste di invio dati generate dai dispositivi degli operatori.

“Il Sistri è un’eredità pesante, ma è anche un sistema di lotta alla criminalità. Per cambiarlo serve

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